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The Full Story

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Radici e mistero

Sono nato ad Alessandria il 27 ottobre 1961, in una famiglia che respirava disciplina, tradizione e quella silenziosa tensione verso l'eccellenza capace di segnare un'intera esistenza. Mia madre era una donna di straordinaria forza, forgiata in quella tempra matriarcale così tipica della sua generazione — donne che tenevano insieme il mondo con una mano sola, che decidevano, organizzavano, costruivano, spesso senza che nessuno lo riconoscesse apertamente. Aveva cominciato come insegnante, poi l'irrequietezza imprenditoriale aveva preso il sopravvento: si era fatta commerciante, con quella determinazione concreta e pragmatica di chi non aspetta che le cose accadano ma va a costruirsele. Non era una donna di gesti teneri o di parole affettuose — l'amore, per lei, si esprimeva attraverso l'esigenza, la severità, l'esempio. Da adulto ho imparato a riconoscere in quella durezza una forma di devozione a modo suo assoluta. Mio padre, Vincenzo Rossello, era un ciclista professionista di grande tempra morale. Gregario d'altri tempi — quelli in cui servire il capitano era una scelta di dignità, non di ripiego — percorse dodici Giri d'Italia e quattro Tour de France al fianco di Gino Bartali e Fausto Coppi, e vestì la maglia azzurra ai Campionati del Mondo su strada di Lugano nel 1953, l'anno in cui Coppi trionfò davanti al mondo intero. La sua vita, fatta di strade infinite, fatica e lealtà silenziosa, divenne per me il primo, potente insegnamento di ciò che significa resistere e donarsi senza clamore. Mio padre era ligure, e quel sangue non mente: la Liguria è diventata la mia seconda patria — o forse la prima, nell'anima — quei borghi aggrappati alla roccia, quel mare che cambia colore tre volte al giorno.

Fin da bambino una curiosità viva e un'inquietudine quasi metafisica mi hanno accompagnato. Servivo come chierichetto, e durante la Messa avevo il privilegio di leggere i testi sacri ad alta voce: quelle parole antiche, pronunciate nella penombra della chiesa, accendevano in me un senso profondo di mistero e di raccoglimento. A sei anni, un semplice kit di magia di Silvan fece divampare in me la scintilla dell'illusione. Quel piccolo scrigno di prodigi — con i suoi trucchi ingenui eppure carichi di promessa — aprì una porta che non si sarebbe mai più richiusa, spingendomi verso il confine sfumato tra visibile e invisibile, tra simbologia, spiritualità e una ricerca interiore destinata a percorrere tutta la mia vita. A dodici anni, sfogliando Fourteen Lessons in Yogi Philosophy di Yogi Ramacharaka, capii che quel cammino era il mio.

 

Onde invisibili e primi palcoscenici

I miei genitori, intuendo la mia natura tecnica e il desiderio di comunicare con il mondo lontano, mi regalarono una ricetrasmittente CB. Fu l'inizio di una passione travolgente. Ancora giovanissimo ottenni la licenza internazionale di radioamatore con il nominativo IW1BBA. In un'epoca in cui collegarsi con l'altro capo della Terra sembrava un prodigio, trascorrevo ore sul tetto di casa, circondato da un bosco di antenne, a tessere dialoghi invisibili con persone di continenti lontani. A quattordici anni ero già sul palco: spettacoli di magia a pagamento in discoteche e feste di paese, ma fu al Radio Montecarlo Club che conquistai un ruolo tutto mio. Diventai l'artista di riferimento per gli spettacoli di selezione delle Miss Radio Montecarlo: serate patinate, luci della ribalta, un pubblico esigente e quella particolare alchimia tra l'illusione e il fascino delle gare di bellezza. Ogni applauso diventava il battito di un cuore che aveva trovato il suo palcoscenico. A diciassette anni, quasi naturalmente, la passione per la radio e quella per la magia si incontrarono. Nella pionieristica Radio Alessandria International conducevo un programma intitolato Astrolabio: sceglievo la musica e parlavo di magia nel suo significato più ampio, coinvolgendo direttamente anche gli ascoltatori. Fu una delle mie prime esperienze nel trasformare la curiosità in racconto e nel creare, attraverso una voce e una frequenza, una piccola comunità attorno al mistero.

 

Simboli, discipline e incontri

Nel frattempo il mio mondo interiore si arricchiva di tarocchi, astrologia — soprattutto attraverso le pagine di Sementovsky Kurilo —, chiromanzia, rabdomanzia, numerologia e rune. Gli amici mi soprannominarono "Il Mago", paragonandomi alla carta del Bagatto. Parallelamente coltivavo le arti marziali: Aikido, Kendo e infine Hapkido presso la Kodokan Academy di Alessandria, dove raggiunsi il Secondo Dan.

Alcuni incontri illuminarono il mio cammino come luci improvvise nella nebbia. Sulla spiaggia di Albisola Marina conobbi Fabio Fazio, con cui condivisi numerose performance, soprattutto nelle calde serate di Ferragosto. Valerio Fontanella, in arte Valey, divenne un mentore prezioso, approfondendo la mia comprensione dell'arte dell'illusione. La scoperta fortuita dell'intera Enciclopedia della Magia di Padre Salvatore Cimò fu un tesoro che aprì porte impreviste nella mia formazione teorica.

Nel 1976 entrai nel Club Magico Italiano, presentato da Alberto Sitta, che aveva riconosciuto la serietà del mio studio. Il mio primo articolo, La firma sulla carta, vide la luce nel 1977 su Magia Moderna con lo pseudonimo Magic Nayos, ispirato al greco μάγος, "saggio". Quegli anni ebbero il loro tempio laico nell'Hotel Crest di Bologna, crocevia informale di maghi di fama internazionale: lì imparai che la vera magia nasce dal confronto e dalla passione condivisa.

 

Ingegneria, scienza e professione

Accanto a questa vocazione ardente percorsi una strada accademica rigorosa. Dopo il liceo scientifico mi laureai in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino e completai una specializzazione post-laurea in Marketing Management con Philip Kotler. Quella fusione tra precisione ingegneristica e visione strategica alimentò in me un interesse profondo per la meccanica quantistica e per il dialogo costante tra scienza, filosofia e fede. Oggi, da ingegnere elettronico, mi dedico all'intelligenza artificiale non solo nelle sue applicazioni pratiche e industriali, ma soprattutto nelle sue conseguenze sociali, culturali ed etiche, nel delicato equilibrio tra leadership, responsabilità, creatività umana e il futuro rapporto tra uomo e macchina.

Nonostante le pressioni sociali e familiari invitassero a scelte più convenzionali, non ho mai rinnegato la mia vocazione artistica. Per oltre dieci anni ho vissuto da illusionista e intrattenitore professionista indipendente, collaborando con Club Med e Valtur e aprendo gli spettacoli per alcuni tra i comici più noti di Drive In.

 

Acqua, cielo e velocità

Negli anni Ottanta il mio orizzonte si allargò verso nuovi elementi: l'acqua e il cielo. Mi avvicinai al mondo subacqueo diventando istruttore PADI con numerose specializzazioni che vanno ben oltre l'EFR (Emergency First Response): Dive Against Debris Instructor, AWARE Coral Reef Conservation Specialist Instructor, AWARE Instructor e Peak Performance Buoyancy Instructor. Nello stesso periodo coltivai la passione per l'aviazione. Presso l'Aeroclub di Alessandria, di cui fui vicepresidente per molti anni, ricoprii il ruolo di Ground Instructor di volo, accompagnando generazioni di piloti nei loro primi passi. Conseguii le licenze di pilota privato EASA e FAA e acquistai un piccolo aereo tutto mio. Diventai inoltre TEA Examiner, esaminando centinaia di piloti di linea nella lingua inglese aeronautica: un incarico che richiedeva non solo tecnica, ma soprattutto la capacità di leggere la calma e la lucidità di chi si prepara ad affidare la propria vita al cielo. Le auto sportive mi regalarono emozioni intense: un terzo posto nella Milano–Sanremo storica alla guida di una Ferrari California e la vittoria nel Ferrari Grand Tour nel 2011.

 

Il ritorno alla magia

In questi ultimi anni sono tornato alla magia con intensità rinnovata. Ho ricoperto il ruolo di Managing Director di ItaTeam, la Nazionale Italiana di Magia, e di Vice Presidente del Circolo Amici della Magia di Torino. Sono giudice qualificato della FISM e ho avuto l'onore di giudicare la categoria Street Magic ai Campionati del Mondo di Magia di Torino. Coordino il FISM International Consultancy Group, impegnato a ottenere il riconoscimento della magia come forma d'arte nel patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO.

Uno dei capitoli di cui vado più orgoglioso resta il Mondiale FISM 2025 a Torino: come Managing Director di ItaTeam ho guidato e coordinato l'intera preparazione della nazionale italiana, che ha conquistato un risultato collettivo straordinario — otto premi internazionali, tra cui il Grand Prix World Champion. Ogni trofeo porta la firma del talento individuale, eppure custodisco con emozione il ricordo di quel lavoro di squadra, di quella visione condivisa, di quella disciplina che ha permesso a ciascuno di brillare.

Un altro gesto che mi sta particolarmente a cuore è l'acquisizione della Biblioteca Magica di Silvan: quel tesoro straordinario di libri, documenti e memorie — la stessa magia che aveva acceso in me la scintilla da bambino, con quel kit di sei anni — tornava, in un cerchio pieno di significato, nelle mie mani. Conservarlo e tramandarlo alle generazioni future di artisti è stato un atto d'amore e di responsabilità verso la magia stessa.

 

Impresa e istituzioni

Parallelamente alla vita sul palcoscenico ho costruito una carriera manageriale solida nell'industria. Sono stato Amministratore Delegato di Paglieri S.p.A., Selectiva S.p.A., Agopag S.p.A. e Schiapparelli S.p.A. Nel settore cosmetico ho ricoperto incarichi di rilievo: Vice Presidente di Cosmetica Italia, Presidente della Commissione Mass Market, già Presidente di Cosmetica Italia e già Presidente di Cosmetica Italia Servizi Srl. Sono membro del Consiglio Generale di Federchimica.

Sul piano accademico e istituzionale ho fatto parte del Comitato Scientifico della SAA – School of Management dell'Università di Torino per il Master in Corporate Finance and Banking, sono Accademico dell'European Academy for Economic and Cultural Relations (AEREC) e sono stato membro dell'Aspen Institute.

 

Rotary e servizio

Un filo rosso luminoso ha attraversato e continua ad attraversare la mia esistenza: l'impegno in Rotary International. Entrato nel Rotary Club di Valenza nel dicembre 1999, ho dedicato oltre venticinque anni di servizio ininterrotto a questa straordinaria scuola di leadership, etica e responsabilità civile. Ho ricoperto ruoli via via più importanti, soprattutto nello sviluppo giovanile e negli scambi internazionali. Nel 2005, in occasione del centenario del Rotary International, ebbi l'onore di essere tra gli ideatori della Campana del Centenario: un simbolo forgiato per celebrare cent'anni di servizio nel mondo. Insieme ad alcuni soci del Club di Valenza, portai quella campana ad Anaheim, in California, dove il 23 febbraio 2005 si riunirono i Governatori eletti da ogni angolo del pianeta per l'International Assembly del centenario. Fu un momento di emozione rara — sentire quella campana risuonare davanti a centinaia di leader rotariani provenienti da tutto il mondo fu come restituire al Rotary un frammento della sua anima più profonda. Quel viaggio, quella campana che attraversò l'oceano, restano tra i ricordi che porto nel cuore con maggiore orgoglio. Tornato in Italia con rinnovata energia, il mio percorso rotariano continuò a salire fino a quando diventai Governatore del Distretto 2032 nel 2013–2014. Ho presieduto il Rotary Institute di Roma 2023 e oggi sono Presidente della Commissione Leadership ed Eccellenza del Distretto 2032. Sono Benefattore e Major Donor Level 3 della Rotary Foundation, Paul Harris Fellow +8, e sostenitore convinto del programma Every Rotarian Every Year.

Ho ricevuto il "Gagliaudo d'Oro", la più alta onorificenza della Città di Alessandria. Il volontariato — in particolare accanto all'AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla — e il sostegno a cause umanitarie restano per me un impegno vivo e costante.

 

Scrittura e pensiero

Ho avuto il privilegio di tenere lezioni in numerose università italiane e continuo a essere relatore a convegni internazionali sui temi dell'etica, della leadership, del rapporto tra scienza e fede e dell'impatto sociale dell'innovazione tecnologica. Sto scrivendo un libro dal titolo L'illusione della realtà.

Tra le mie pubblicazioni figurano Dalla pubblicità alla comunicazione (Franco Angeli), Giovani e Futuro, Leadership Futura e Leadership e Consapevolezza (2013), un'indagine sul concetto di leadership ideale attraverso storia, filosofia e pensiero post-normale.

Sul piano personale ho una figlia, Ginevra, e una compagna, Lorena.

 

Il mare, lo sguardo e il viaggio

Il mare è forse la passione più viscerale e misteriosa che mi abiti, quella che non so del tutto spiegarmi. Chissà se qualche avo — di cui non ho traccia ma che a volte sento presente — solcò queste acque prima di me, lasciandomi in eredità un richiamo che non ho mai saputo ignorare. Sono titolare di patente nautica illimitata, sia a vela che a motore. Ho cominciato a vela, come si deve, imparando a leggere il vento e a rispettare il silenzio del mare aperto; poi, con gli anni, sono passato alle barche a motore, senza mai perdere quell'amore per l'acqua che si muove e ti porta altrove. La Liguria è la mia seconda patria — o forse la prima, nell'anima. Mio padre era ligure, e quel sangue non mente: mi sento per metà nativo di quella costa aspra e luminosa, di quei borghi aggrappati alla roccia, di quel mare che cambia colore tre volte al giorno.

La fotografia e i droni completano questo sguardo sul mondo: l'uno per fermare l'istante, l'altro per vederlo dall'alto, da quella prospettiva che trasforma ogni paesaggio in qualcosa di simile a una rivelazione. Sono abilitato al pilotaggio con patente droni A1/A3, un'ulteriore licenza che si aggiunge a quella del cielo — perché evidentemente non mi basta mai un solo modo per stare in volo.

 

Un cercatore instancabile

Attraverso tutti questi percorsi resto, nel profondo, un instancabile cercatore: mosso da una curiosità che non si placa e dal desiderio costante di gettare ponti sottili tra il visibile e l'invisibile, tra la scienza e lo spirito, tra l'illusione e la realtà più autentica.

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© Fabio Rossello 2026

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